I Dieci comandamenti: potrebbero non dire quello che pensate
La maggior parte dei cristiani conosce la storia di Mosè e dei Dieci comandamenti, ma pochi si rendono conto che Dio ha creato due versioni della Legge molto diverse fra loro.
Rivediamo la storia. Mosè ricevette i Dieci comandamenti da Dio sul Monte Sinai, ma gli israeliti ansiosi fecero un vitello d’oro durante la sua lunga assenza. Al suo ritorno Mosè era furioso. Frantumò le tavole su cui erano scritti i Dieci comandamenti, fece bruciare e ridurre in polvere l’idolo d’oro, mescolò la polvere all’acqua, la fece bere a forza al popolo infedele e ordinò ai leviti di massacrare migliaia di loro connazionali.
Mosè salì una seconda volta sul monte con tavole di pietra e Dio disse: «Scriverò su di esse le parole che erano sulle prime tavole, che tu hai spezzato», quindi sappiamo che non si tratta di nulla di nuovo, ma solo di una serie sostitutiva. Dio le chiama «Dieci comandamenti»: la prima volta in cui questo termine viene usato nella Bibbia. Questa seconda serie fu posta nell’Arca dell’alleanza.
Nonostante le parole di Dio, questo secondo set è molto diverso dal primo.
La frase «Non avere altro Dio oltre a me» (n. 1) è sostituita dal divieto di stipulare trattati con le tribù cananee. «Rispetta tuo padre e tua madre» (n. 5) è sostituito da «Ogni primogenito appartiene a me» (senza alcuna esenzione per i bambini umani). E la nota seconda metà dell’elenco – non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non testimoniare il falso e non desiderare quello che appartiene a un altro – è sostituita da
6. «Lavorate sei giorni e il settimo riposatevi: (…),
7. «Celebrate anche la festa delle Settimane, (…),
8. «Il sangue dei sacrifici non potete offrirlo insieme a pane lievitato, (…)»,
9. «Offrite nel tempio del Signore vostro Dio il meglio dei vostri raccolti»,
10. «Non fate cuocere un capretto nel latte di sua madre».
I cristiani che vogliono vedere i Dieci comandamenti esposti negli edifici pubblici dovrebbero chiarire quale versione è quella corretta.
Un libro con due versioni radicalmente diverse della legge di Dio è facilmente spiegabile con l’ipotesi documentaria: le due versioni provengono da due tradizioni diverse, che alla fine sono state unite. Ma la spiegazione non è il punto. Il punto è che i Dieci comandamenti non sono un insieme unico e inequivocabile di una Bibbia infallibile. Leggeteli voi stessi in Esodo 20 (prima serie) e Esodo 34 (serie sostitutiva).
I cristiani che pensano che i Dieci comandamenti siano buoni consigli morali potrebbero dimenticare che non c’è legge senza sanzioni e che la pena per la violazione della maggior parte dei Dieci comandamenti era la morte.
I valori occidentali moderni rifiutano queste pene e nei Paesi occidentali sono le costituzioni secolari a definire le regole, non la Bibbia. Nella Bibbia non si trovano divieti contro la schiavitù, lo stupro e la tortura, né si trova sostegno alla libertà di parola e di religione, al diritto di sposarsi indipendentemente dalla religione o dalla razza, al suffragio universale o alla democrazia.
Dove li troviamo è nella Dichiarazione universale dei diritti umani delle Nazioni Unite e nella maggior parte delle Costituzioni occidentali. A differenza dei Dieci comandamenti, i diritti umani fondamentali che oggi apprezziamo non sono stati scritti nella pietra, e questa è stata la loro forza.
Note
Durante la sua lunga assenza, gli israeliti ansiosi fecero un vitello d’oro e Mosè spezzò le tavole della legge: Esodo 32.
Il Signore disse a Mosè: «Taglia due tavole di pietra come quelle che hai spezzato. Io scriverò su queste nuove tavole i comandamenti che avevo scritto sulle prime.
– Esodo 34,1Mosè rimase sul monte con il Signore quaranta giorni e quaranta notti, senza mangiare e senza bere. Il Signore scrisse sulle tavole di pietra le parole dell’alleanza, i dieci comandamenti.
– Esodo 34:28.
La pena per la violazione della maggior parte dei Dieci comandamenti è la morte. Per l’infrazione del primo comandamento, che vieta di adorare un altro dio: Esodo 22,19. Per il culto degli idoli: Esodo 32,27. Per la bestemmia: Levitico 24,16. Per non aver osservato il giorno di sabato: Esodo 31,15. Per aver disonorato i genitori: Levitico 20,9. Per aver ucciso: Esodo 21,12. Per l’adulterio: Levitico 20,10. Per la menzogna: Proverbi 19,9. Il furto e la cupidigia non sempre sono stati puniti con la pena di morte.
(30/50 – continua)
Immagine: autore sconosciuto, (public domain) via Wikimedia
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All material on this article is copyright 2023 by Bob Seidensticker. Translation By Choam Goldberg.
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